lettere della Facoltà

Presentazione del n° 6 del 2017

Una  presenza eccezionale in questo numero di Lettere, quella di Paola Binetti, figura di rilievo nella Bioetica e nella Pedagogia medica italiana e non solo. Ha illustrato, con il suo stile impareggiabile, il ruolo delle Scienze umane (etica, psicologia, sociologia, filosofia ed altre discipline) nella formazione del medico o comunque di chi si prende cura di una persona malata.

Nell’Editoriale d’apertura, sullo stesso tema Adriano Tagliabracci presenta in maniera molto suggestiva il suo corso di Bioetica nel quale vengono affrontati temi di grande attualità nei quali non tutti i pareri sono concordi, in particolare testamento biologico, suicidio assistito, eutanasia, vaccinazioni, pseudoscienze ed altri.

In Biomedicina, Laura Mazzanti e la sua Collaboratrice Arianna Vignini riassumono in poche pagine venticinque anni di brillanti e continue ricerche relative all’influenza dell’ossido nitrico su svariate vie metaboliche e sul suo possibile ruolo in diverse condizioni come la senescenza, la fertilità e la gravidanza o in franche malattie come il diabete, l’Alzheimer, lo stroke.

In Medicina clinica, Riccardo Sarzani con un felice ed efficace intervento aiuta a “leggere” i referti di laboratorio  e indica come gli stessi debbano essere compilati. Questo nel campo specifico del “profilo lipidico” nei pazienti a rischio di patologia cardiovascolare. Una guida sicura che supera tanta confusione. Due Gruppi di ricerca, rispettivamente di Istologi e di Dermatologi (primo nome Virginia Consales), dopo un’accurata illustrazione delle cellule staminali e delle sottopopolazioni linfocitarie, presentano le anomalie di queste ultime quali elementi di rilievo nella patogenesi della psoriasi. Conoscenze queste che hanno aperto la strada ad una terapia mirata dell’affezione.

Professioni sanitarie. Apre Fabio Romagnoli che dopo un’esperienza di servizio in Afghanistan come Infermiere volontario di Emergency, è in grado di denunciare la disumanità delle mine anti uomo. Ne precisa la tipologia, l’uso nei conflitti, i paesi produttori – tra questi l’Italia! –, le lesioni devastanti causate. Una descrizione tanto precisa quanto sconvolgente. Gilda Pelusi e Collaboratori hanno invece realizzato un documento, frutto di un corso residenziale interattivo, che disciplina la presa in carico degli  Studenti che al primo anno seguono il tirocinio ospedaliero. Il progetto originale prevede una metodologia didattica comprendente lavoro a piccoli gruppi, definizione degli obiettivi di apprendimento, briefing e debriefing.

Scienze umane. Si è già detto dell’intervento veramente magistrale di Paola Binetti, ma altri due documenti meritano ogni attenzione. Anna Arfelli, anch’essa  con una prosa encomiabile, ci porta a scoprire il triangolo ostetrico, l’ostetrica, la madre e il nuovo nato, la relazione tra i due ultimi illustrato ricorrendo ad immagini pittoriche di bellezza pari alla loro efficacia descrittiva. Alberto Pellegrino, con la classe che lo contraddistingue, partendo da una recente ricerca antologica si sofferma sui poeti che in versi hanno parlato di Alzheimer, spesso essi stessi spettatori affettivamente coinvolti in tale sventura.

Dossier Scienza e Pseudoscienza, seconda parte. Armando Gabrielli e Devis Benfaremo concludono il trittico dedicato alle grandi rivoluzioni culturali che hanno interessato la medicina illustrando la medicina di precisione (o personalizzata o a bersaglio) ossia la caratterizzazione della malattia a livello genetico e molecolare e l’individuazione di anomalie possibili target di terapie mirate. Giuseppe Realdi apre infine il dibattito sulle Pseudoscienze (Medicine complementari o alternative) descrivendone accuratamente i motivi per cui non possono essere considerate scienze ma precisandone nel contempo i principi e l’informativa nazionale per un loro eventuale impiego. Il dibattito proseguirà nel prossimo numero.

 

 

Numeri arretrati